sabato 27 marzo 2010

Millennium Bridge


Sono particolarmente affezionato a questo ponte che attraversa il Tamigi e unisce la Modern Tate alla City.
Costruito a forma di costola di balena, un po' storto, di notte da il meglio di sé.
E' strano persino camminarci, il ponte vibra e trasmette la sensazione del movimento.
A me, che amo i ponti, questo Millennium non poteva non colpire.




giovedì 25 marzo 2010

Per un'ora d'amore



In realtà è molto più di un'ora.
Sono venticinque anni.
Praticamente una vita.
Difficile da immaginare, più facile da vivere.
Un giubileo.
Un anniversario importante.
Parlare d'argento non mi piace.
Mi fa pensare ai capelli ed ad una vecchiaia incipiente.

Non è proprio il caso.
Perché alla fine 25 anni passano veloci e non lasciano tracce nei sentimenti.
Forse qualche ruga sul volto.
Sarà mica una cosa importante.


giovedì 18 marzo 2010

Vita da Pittore



Tutto il giorno in piazza, in attesa dei turisti.
Poco importa il freddo.
Ci stanno i mezzi guanti che lasciano le dita scoperte alle prese con i pennelli.
Ancor meno la pioggia.
Tanto esistono gli ombrelli.
Ritratti a carboncino, tempere e pennelli, talvolta gli acquarelli.
Qualcuno è bravo davvero, si percepisce un talento, non proprio ben speso, a far ritratti ai turisti nemmeno troppo occasionali.
Altri un po' meno.
C'é chi si è specializzato in caricature, al turista un po' zotico piacciono tanto.


Tante volte ho attraversato la piazza piena di bancarelle, il colpo d'occhio non è male.
I turisti si aggirano famelici a caccia di quadri, in cerca di chissà quale formidabile occasione.
Ma la Belle Epoque è lontana, come pure le fascinazioni pittoriche che ispirava.
Rimangono i turisti.
Rimane Place du Tertre

domenica 14 marzo 2010

Prenzlauerberg


Avrei voluto fare un giro turistico nel suo quartiere.
Lei mi guardò con stupore, ancora non riusciva a credere che ci fosse gente che amava trascorrere le proprie vacanze a Berlino.
Prendemmo la S-Bahn alla stazione di Friedrichstrasse.
Quando scendemmo a Prenzlaurberg, mi accompagnò in un giro sommario del quartiere, gironzolando qua e là.


Sostammo a lungo dinanzi ad un cinema chiuso subito dopo la riunificazione.
Passammo davanti ad uno spiazzo, un tentativo di giardino, con una statua di bronzo in mezzo.
Non ne ricordo più il nome.
Volli sapere chi fosse. Un comunista celebre, mi rispose.
Un caffé al November.

Superammo i giardini oltre l'ingresso della stazione, svoltammo varie volte a destra e a sinistra.
Le case erano vecchie e scrostate, ma avevano comunque il volto di un'antica bellezza, di un gusto che non si trova ovunque, specie nella parte orientale di Berlino.

Quando ritornai a Berlino anni dopo, volli rivedere quelle strade.
Le case non sono più scrostate, tutto è stato ridipinto e ristrutturato.
Ma il fascino era rimasto intatto.


Una mite giornata di primavera, con il sole tedesco che non scaldava e poco vento.
Seduti su una panchina le raccontai di me, della mia vita in Italia.
Ma lei mi racconto sempre poco della sua vita berlinese, qualche aneddoto forse e poco altro.
Era preoccupata delle insegne pubblicitarie luminose che poco a poco comparivano in città, rendendo minuscole e quasi invisibili i vecchi prodotti della Germania Orientale.
Un simbolo dell'invasione, secondo lei.




Quando poi, durante i miei soggiorni, nel tardo pomeriggio prendevo la s-Bahn, guardavo tutti gli impiegati che tornavano a casa dal lavoro e pensavo a quante volte anche lei fosse salita su quei treni, al posto magari di quella signora un po' grassoccia che davanti a me stringeva la borsa.
E a quanti, come me adesso quella signora, l'avevano guardata.
Minuzie quotidiane.

Il pescatore



Il tempo e l'attesa.
La pazienza del pescatore.
La voglia di far giornata, un modo personale di vivere la terza età lontano dall'ozio ma senza troppi sforzi.

Il Tram


Un pomeriggio d'estate, il lento sferragliare sulle rotaie, il profumo della pioggia, l'acqua che pulisce le strade e le coscienze.

Nel silenzio estivo rotto solo dalle gocce di pioggia, lo senti arrivare da lontano, un rumore metallico che cresce man mano che si avvicina e dopo poco ne senti persino l'odore.

Het Mauritshuis



Dietro il Bjnnehof, un edificio modesto e quasi anonimo, racchiude uno dei miei musei preferiti.
Lontano anni luce dalle code infinite che precedono l'accesso al Louvre e agli Uffizi, piccolo, ordinato, pulito.
Pochi visitatori silenziosi per due piani di museo che racchiudono alcuni capolavori straordinari.
Oltre ad un autoritratto di Rembrandt e alla celebratissima  Ragazza con l'orecchino di Perla, alla Mauritshuis trovano spazio La lezione di anatomia del Dott. Tulp, maestoso e magniloquente come spesso accade per la pittura di Rembrandt, ma soprattutto Veduta di Delft.

Uno dei pochi paesaggi di Vermeer, e proprio in quanto tale lo si potrebbe immaginare eclatante come un'opera di Rembrandt.
Invece è un piccolo rettangolo di tela, dove le proporzioni vengono alterate ma che rimane straordinariamente vicina all'originale.

Quasi una miniatura, dove però risalta l'amore per i dettagli, la cura meticolosa nel cogliere i vestiti blu delle persone, la sabbia rosa, le case, l'angolo di muro giallo, solo un piccolo spigolo, apparentemente insignificante ma dipinto con tale precisione, abilità e raffinatezza da sembrare fotografato.

Quello che colpisce è la semplicità, la delicatezza dei toni, lo stupore del consueto, del quotidiano.
Perché dipingendo un pomeriggio nuvoloso a Delft, era facile eccedere e cadere vittima della drammatizzazione, non indugiare con i colori e spettacolarizzare la scena.



 E' un orgia di piccole emozioni, di grazia e di quella straordinaria forma d'amore che è l'attenzione.

sabato 13 marzo 2010

Ti regalo una rosa


Un arte invisibile che parte dal nulla, dal mondo sottile delle emozioni, per svelare sentimenti e pulsioni, per abbandonare le parole e comunicare talvolta oltre le intenzioni dell'attore.
Un arte involontaria, perché il modo in cui si da vale più di quello che si da.

Sera



"Non siamo stanchi
e d’incanto l’identico istinto ci coglie
e con me ti fai trascinare via
guarda la sera
scende sicura
apre la notte futura e
non infonderà paure
anzi ci invita a nuove avventure
e fin che resteremo insieme non morirò
e del tormento allora ci faremo un canto
tutto il tempo che resta, ogni sera la nostra festa
e il vento come orchestra
mentre un raggio di luna rifrange
sulla pioggia che piange tu volteggi come un’onda
cosi volubile e profonda, stasera
l’atmosfera profuma d’incenso
quando ormai mi credevo disperso
con stupore immenso tutto ritorna per me ad avere un senso
o almeno si spera, esce la sera, buona la sera" (Morgan)



Mentre il Rodano scorre lungo Arles mi faccio cogliere dalla sera.

domenica 7 marzo 2010

Pescheria


Il mercato del pesce in un gelido pomeriggio d'inverno.
Vento umido e pungente, il cielo bianco carico di umidità.
Il mercato è finito, di pesce nemmeno l'ombra.
Solo il freddo e il gelo di un inverno rigido.





Solo un ponte ed una piazza vuota.
E' primo pomeriggio ma le ombre della sera
sono ormai prossime.
Niente brusio, niente presenze tipiche di un mercato, solo desolazione.





martedì 2 marzo 2010

Louvre







Ho sempre trovato il Louvre un po' inquietante nella sua magniloquenza.
Bellissimo ma troppo grande e complesso, esageratamente pieno di opere d'arte.
Troppo articolato, durante una visita anni fa, mi persi e dovetti penare non poco per trovare l'uscita.


Passeggiando nelle stanze immaginavo che d'un tratto avrei sentito le note del violino di Duhamel, quello che accompagnava le passeggiate di Belfagor.


Con le luci della sera poi, che evidenziano i chiaroscuri, il suo aspetto sinistro aumenta a dismisura, sebbene la Piramide di Pei attenui un poco l'effetto, una qual certa sensazione sinistra rimane ad inquietare.