Visualizzazione post con etichetta Normandia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Normandia. Mostra tutti i post
domenica 22 gennaio 2012
domenica 15 maggio 2011
venerdì 20 agosto 2010
Sulle tracce di Joan of Arc
"Sweetness, sweetness I was only joking
When I said I'd like to smash every tooth
In your head
When I said I'd like to smash every tooth
In your head
Oh ... sweetness, sweetness, I was only joking
When I said by rights you should be
Bludgeoned in your bed
When I said by rights you should be
Bludgeoned in your bed
And now I know how Joan of Arc felt
Now I know how Joan of Arc felt
As the flames rose to her roman nose
And her Walkman started to melt
Oh ..."
Now I know how Joan of Arc felt
As the flames rose to her roman nose
And her Walkman started to melt
Oh ..."
Dove Joan of Arc venne bruciata, nella piazza del Vieux Marché nel cuore di Rouen, oltre alla targa in memoria, si trovano brasserie e graziosi ristoranti.
Ed è, non a torto, uno dei punti più caratteristici della città.
Una stagione sbagliata - il Vieux Bassin di Honfleur
La cittadina normanna di Honfleur, sulla foce della Senna a pochi chilometri da Le Havre, possiede un pittoresco porto turistico, il Vieux Bassin, davvero delizioso.
E' stata una delle mete predilette dai pittori espressionisti ed ha dato i natali ad Erik Satie.
In sé è davvero graziosa. Presenta tutti gli ingredienti di una tipica cittadina di mare, il piccolo porto con le barche, la passeggiata sul lungomare (o lungofiume) impreziosita dalle case a graticcio tipiche della zona normanna e da un museo fantasioso, Les Maisons Satie, allestito nella casa natale del compositore.
E' assolutamente necessario però, per coglierne l'atmosfera, evitare i mesi estivi. Tutto il fascino, la bellezza e la poesia si perdono tra la folla che si assiepa ogni dove.
I ristoranti e le brasserie stracolme di vacanzieri, la cittadina pervasa da annoiate famigliole che trascorrevano il tempo sbocconcellando gelati da passeggio.
Lo stridio dei gabbiani coperto dalle urla di bambini frignoni.
Immagino il Vieux Bassin in autunno, spazzato dai venti del Mar del Nord.
Tutto un altro mondo, tutta un'altra poesia.
giovedì 19 agosto 2010
Le Falesie di Etretat
La Manneport, ovvero 80 e rotti metri di impressionanti falesie bianche a picco sul mare.
Monet se ne innamorò al punto tale da immortalarle nei suoi dipinti.
Etretat è una piccolo borgo di pescatori affacciato su una spiaggia di ciotoli levigati sovrastata dalle due scogliere, la Falaise d'Avel e la Falaise d'Amont che ne delimitano i confini.
Poco altro, ma più che sufficiente per garantirle fama imperitura.
Dietro la Manneport, l'Aguille, un scoglio a forma di obelisco alto 70 metri.
Uno spettacolo della natura.
La Mano di Le Havre
Dal Volcan, il complesso culturale costruito da Niemeyer agli inizi degli anni '80 nel centro di Le Havre, spunta questa mano il cui significato sembrerebbe quello di richiamare l'attenzione verso l'interno, verso le attività culturali che si svolgono all'interno della struttura piuttosto che sulle forme esterne dell'opera.
Se il Volcan gioca con le forme, il richiamo della mano alla supremazia della sostanza potrebbe essere in linea con la filosofia dell'architetto brasiliano.
In realtà l'opera si presta a moltissime altre interpretazioni e contiene molteplici richiami.
Uno per tutti, le mani sulla città.
Iscriviti a:
Post (Atom)






